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L’Italia e Ploner ancora campioni del mondo di deltaplano
 
1- Alex Ploner (IT)   2 - Christian Ciech (IT)    3 - Primoz Gricar (SL)  

 
1) ITALIA
 
2) FRANCIA
 
3) AUSTRIA
 

L’Italia e Ploner ancora campioni del mondo di deltaplano

Sigillo (Pg), sabato 30 luglio
Sono di nuovo l’altoatesino Alex Ploner e la nazionale italiana a riconfermasi Campioni del Mondo di Deltaplano, dopo quelli del 2009 conquistati a Laragne, in Francia. Il titolo, assegnato ogni due anni, nella classifica a squadre ha visto trionfare l’Italia (5722 punti), seguita da Francia (5232), Austria (5035), Giappone (4696) e Gran Bretagna (4669). Solo otto punti di distacco tra Ploner, che ha conquistato la medaglia d’oro (1961 punti), e la medaglia d’argento, trentino Christian Ciech (1953). Terzo lo sloveno Primoz Gricar (1876), quarto il giapponese Koji Daimon (1822) e quinto un altro italiano, il veneto Elio Cataldi (1807). Nel team azzurro, guidato dal CT varesino Flavio Tebaldi con gli assistenti Andrea Bozzato e Alba Tombolato, anche il reggiano Davide Guiducci, il parmigiano Filippo Oppici, l’altoatesino Karl Reichegger, il giovane friulano Suan Selenati e il marchigiano Vanni Accattoli. “Mai avrei pensato di riuscire a riconfermare ciò che abbiamo raggiunto nel 2009 – confessa Alex Ploner – e anche se il tempo non ci ha aiutati, nelle due manche disputate Christian (Ciech), io e la squadra siamo riusciti a primeggiare da subito. Partire bene, con un buon punteggio, è fondamentale e mai come in questo mondiale si è potuto constatare questo. Non vedo l’ora di festeggiare questa vittoria, due anni fa ho fatto un brindisi in volo, farò sicuramente qualcosa di originale anche questa volta”. Una considerazione Alex la riserva all’amico arrivato secondo, a pochi punti di distanza: “a Laragne gli avevo augurato di poter essere lui a vincere, ci unisce una forte amicizia”. Maestro di sci e anche campione di motoslitta (14 titoli italiani), Ploner non manca di sottolineare che l’Italia ha avuto il più bel podio della storia, due mondiali consecutivi.

Dopo dodici anni i cieli italiani, e per la terza volta il territorio umbro, sono tornati ad essere protagonisti di uno sport che sa sempre offrire forti emozioni. Due settimane di mondiale rese difficili della perturbazione che ha portato maltempo e forti venti: condizioni pericolose per il volo in sicurezza dei piloti. E’ per questo che commissione piloti e commissione sicurezza hanno potuto dare il via a sole due gare (task) che hanno però regalato forti emozioni a chi era presente ai decolli e in particolare in atterraggio, dove i deltaplanisti hanno mostrato performance spettacolari che pochi sport sanno regalare.

Questa mattina si è svolta la cerimonia di chiusura del diciottesimo mondiale alla quale hanno partecipato i 146 piloti, provenienti da 35 nazioni differenti, i loro accompagnatori, gli oltre trenta ragazzi dello staff organizzatore dell’evento e le autorità locali. Così come nel giorno di apertura della manifestazione sportiva, anche oggi il sole era presente in piazza Martiri dove alle 10.30 il corteo degli sbandieratori di Gubbio ha coinvolto i presenti con musica e arte del gioco della bandiera. A  seguire il corteo si è spostato nel parco di Villa Anita dove hanno avuto luogo le premiazioni. Gli interventi dell’assessore allo sport della Provincia di Perugia Roberto Bertini e il sindaco di Sigillo Riccardo Coletti hanno ringraziato Flavio Tebaldi, team leader e organizzatore del mondiale, il suo “splendido team” e i piloti che hanno partecipato, sottolineando la soddisfazione per la buona riuscita delle gare e per il sano spirito agonistico portato in questi giorni nel territorio umbro, nonostante il tempo non sia stato favorevole. Presente per la prima volta a Sigillo anche il presidente dell’Aero Club d’Italia senatore Giuseppe Leoni che, constatando la vocazione naturale della zona per il volo libero, ha promesso di impegnarsi per far sì che Sigillo possa diventare il fulcro italiano della scuola estiva di volo libero. “La nostra squadra di deltaplano è sul podio più alto – puntualizza Leoni – e percorriamo in volo oltre 200 chilometri, molti di più rispetto ad altri sport che preferiti dai media”. Ringraziamenti anche da parte di Tebaldi verso istituzioni, e lo staff, oltre all’Aero Club che ha permesso la candidatura dell’Italia a questi mondiali.

Unanimi i complimenti agli Azzurri. Tra il pubblico anche due pilastri della storia del deltaplano: l’australiano Bill Moyes, pioniere mondiale del volo e “padre del volo” dell’italiano Alfio Caronti, pioniere europeo del volo in deltaplano nel 1971, che non hanno mancato di regalare aneddoti sull’evoluzione nel tempo dei mezzi per il volo libero. Tra i premi assegnati quello alle tre concorrenti russe, alle tre steward della FAI (Federazione Aeronautica Internazionale) coadiuvate dal presidente di giuria ai mondiali, l’olandese Flip Koetsier (rappresentante FAI). Assegnato anche il trofeo “Marco Vanni” al pilota in gara più giovane, il ventunenne neozelandese Jonas Lobitz, dedicato al deltaplanista lucchese e grande frequentatore della zona di volo del Monte Cucco scomparso quest’anno. A consegnare il premio sarà Martino, figlio di Marco e giovane promessa del volo libero in deltaplano.

Una manifestazione davvero riuscita, grazie alla sinergia tra Regione, Provincia, operatori, assessori dei paesi del comprensorio, partner, sponsor e la collaborazione con l’Associazione Operatori Parco del Monte Cucco rappresentati da Francesca Fantozzi.

Ai vertici del mondo ci sono anche la Icaro 2000 (Laveno Mombello, VA), produttore italiano di deltaplani dal 1973 (e oggi uno dei primi al mondo nella realizzazione di caschi omologati per il volo libero) e Italcementi Group (Bergamo) che, con il marchio ActiveTX Aria, ha fortemente creduto nella maestria del Team Italia.

Dal decollo sul Monte Cucco i piloti hanno sorvolato parte dell’Umbria e dei suoi borghi medievali, località ancora più affascinanti se viste dall’alto durante il volo silenzioso in deltaplano. Questa vittoria conferma che in poche discipline sportive l’Italia ha vinto tanto quanto nel volo libero, ovvero quello senza motore.

Ufficio Stampa del Mondiale: Barbara Valla

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